In IFOM crediamo che la diversità non sia un obiettivo da raggiungere, ma una condizione necessaria per fare ricerca di eccellenza. Prospettive differenti producono domande migliori — e domande migliori producono scoperte.
IFOM è una comunità internazionale dove convivono ricercatori di nazionalità, background e discipline diverse. Questa eterogeneità non è casuale — è il risultato di scelte precise nella selezione, nell'accoglienza e nello sviluppo delle persone.
Costruire un ambiente davvero inclusivo significa intervenire su ogni fase della vita lavorativa: da come si recluta, a come si cresce, fino a come si gestisce il quotidiano di un istituto di ricerca ad alta intensità.

In IFOM questo impegno si traduce in politiche concrete — non in dichiarazioni di principio. Significa garantire pari opportunità di avanzamento indipendentemente dal genere, dall'origine geografica o dalla fase della vita in cui ci si trova. Significa offrire supporto reale ai ricercatori internazionali che si spostano a Milano con le loro famiglie.
Significa progettare spazi e strumenti accessibili, e costruire una cultura in cui il merito non è mai scorporato dal contesto in cui le persone lavorano.
Il risultato è un istituto in cui la diversità non va gestita — va coltivata. Perché è esattamente da lì che nascono le domande di ricerca più originali, le collaborazioni più inaspettate, le scoperte che nessun laboratorio omogeneo avrebbe mai prodotto.
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A partire dal 2007 è stato istituito il Lab G, un laboratorio studiato ad hoc per le ricercatrici in gravidanza (da cui il nome) o neomamme.
Di norma, infatti, nei centri di ricerca biomedica la vita di laboratorio è preclusa alle ricercatrici in stato di gravidanza, puerperio o allattamento perché sussiste un potenziale rischio di esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici che in certe dosi e in determinati periodi della gravidanza potrebbero essere pericolosi per il feto.
Il “Lab G”, prima realtà del genere nell’ambito della ricerca italiana, consente alle ricercatrici di IFOM di conciliare serenamente il proseguimento della propria carriera scientifica con la maternità, offrendo loro l’opportunità di lavorare in condizioni di massima sicurezza per tutto il periodo della gravidanza e dell’allattamento.
Dal 2007 al 2023 le ricercatrici che hanno portato avanti temporaneamente la loro ricerca nel Lab G sono state 102, di cui 2 nell’arco del 2023.
